L’ euforia che si prova ai primi appuntamenti. Sì, quel “friccicorino” che ti punzecchia dentro, l’ emozione che ti divora. Non pensavo fosse possibile riprovarla dopo tempo, dopo anni passati accanto ad una persona. Eppure…
Eppure preparandomi ad uscire, davanti allo specchio, mi sono guardata e sorridevo. Sorridevo perché non ero nella pelle, stavo per andare a mangiare sushi con il mio uomo.
Una premessa è da fare: mesi più caotici di questi ultimi non ne ricordo! Cerco di farla breve, magari ritornerò su ogni punto… ma con caaaalma.
L’ iter è stato: andiamo a convivere, cambio lavoro, prendiamo il cane, Luca rompe la macchina, il mese di Natale a lavoro senza mai un giorno di riposo. Questo è il sunto del riassunto di questo periodo letale.
La vita sociale, il tempo per noi sembrava sempre meno. Ho lottato contro i minuti, che sembravano non passare mai in negozio e che mi sfuggivano e scorrevano sotto il naso non appena mettevo piede in casa. Una confusione totale, vedevo il sole sorgere e la notte giungere da dietro quella dannata vetrina. L’ unica parte di me che potevo dedicare a Luca era il pensiero; solo io so quanto, e quanto intensamente io lo abbia pensato in questi mesi di reclusione.
La mia guerra contro il tempo, dico guerra, non lotta o battaglia perché sarebbe riduttivo, mi ha resa irritabile, insopportabile e delicata. Delicata? Un grissino. Sono diventata debole ed i nervi hanno fatto uscire la parte peggiore di me, una parte che io stessa ho scoperto per la prima volta. Invece di godermi quei pochi istanti nel nostro nido sono stata in grado di distruggere la pace, trovando sempre un motivo per aggrottare la fronte, girarmi dall’ altra parte del letto così mettendo mattone su mattone, cemento e calce… Ho costruito il mio muro.
E per l’ ennesima volta, LUI, non so neanche come, è riuscito a buttarlo giù.
La cena è stato il coronamento del suo successo. Pezzetto per pezzetto, scioglie tutto quello che di annodato c’è in me. Con i suoi modi bruschi, che a volte feriscono, sa sbattermi in faccia la verità delle cose che spesso non voglio vedere. Mi spinge sempre verso ciò che amo e che mi fa stare bene . Per questo mi sento in difetto, io non mi comporto così con lui. Piuttosto sono una schiacciasassi, lo distruggo, lo rado al suolo, invece di motivarlo.
Nonostante ciò, mi ha portata fuori. Mi desidera, e davanti ad un piatto pieno di sashimi, mi guarda con occhi sinceri, pieni di amore ed affamati di me.
Mi è capitato di rispondere alla domanda: “Cosa ha Lui che ti ha fatto perdere la testa?”… Agli inizi non ero in grado di rispondere, mi giustificavo dicendo che in me aveva vinto la sensazione “a pelle” che ho avuto di lui. Ma oggi… Oggi voglio argomentare e dedicargli questa pillola.
Mi sono innamorata di lui per la sua SEMPLICITA’, che non è da confondere con banalità o superficialità. E’ il suo essere GENUINO, ha un’ anima pura nonostante sia macchiata dal passato e dall’ esperienza. Mi ricordo ancora le nottate passate a parlare, quelle ore che si smaterializzavano. La luna ci ha osservati, ci ha guidati. C’era sempre.
E’ stato veramente un LAMPO, ha illuminato la mia testa ed acceso il mio cuore. Per mesi interi, che poi son diventati anni, ho provato ad eliminare il grigio che c’era in me. Ho tentato di sotterrare il passato, di lasciar andare ricordi ai quali ero aggrappata con le unghie e con i denti. Giorni persi a psicoanalizzarmi ed andare a sedute di psicologi di ogni genere, e poi… POOF! Arriva il ballerino di salsa a spingere il mio bottone RESET.
E sì, tornare a godermi una cena al suo fianco, a guardarlo negli occhi, a ridere di battute, a nascondere il più possibile gli avanzi rimasti del sushi all you can eat mi ha fatto rispolverare tutto questo pot pourri di emozioni.
Andrei a cena con lui altri milioni di volte, riuscirei a fare un aperitivo al lago di nuovo, e risponderei decisamente di “sì” un’ altra volta alla domanda “vuoi stare con me?”.
E pensare… che tutto ciò è stato scatenato da una cena. Quanto siamo complicate noi donne, ma quanto siamo belle. Con noi non ci si annoia mai. La chiave è trovare chi ci ama in ogni secondo, in ogni versione, in ogni periodo dell’ anno. Ed io ho trovato chi sa vedere che dietro ai miei grandi occhiali neri c’ è un mondo da scoprire.