Su Misura

E’ incredibile come il flusso del tempo ci trascini assieme a lui, come, con estrema facilità, ci adattiamo alla routine quotidiana. Gli orari scanditi, le giornate suddivise, le attività programmate. Mi sono sempre piaciuti gli schemi, le liste, l’ordine mentale (che, ahimè, non sono mai riuscita ad applicare nel mio cervello). La vita sembra essere in loop.
Ho sempre paura di cadere nei luoghi comuni o in frasi fatte ma… Gli anni passano, non riesco neanche a rendermene conto. Era ieri quando stavo passando la mia crisi esistenziale post-diploma. No, erano sei anni fa.
Non era domenica scorsa quando era a pranzo dai nonni? Sì, nonna ha fatto le sue inimitabili patatine fritte e nonno ha comprato il salame Aquilano che tanto mi piace…
Era proprio lo scorso weekend quando con tutta l’attenzione e la cura del dettaglio passavo lo stuzzicadenti negli interstizi della loro cucina, alla ricerca di qualsiasi residuo di cibo, polvere o zozzeria e trangugiavo le olive nere al forno che nonno nascondeva accuratamente nel frigorifero? Sì, proprio quando nonna mi insegnava il punto e croce, a cucire ma soprattutto a fare la maglia.
…No, non era la scorsa settimana; ora di andare dai nonni ho sempre meno tempo e, beh, nonna ha deciso di evitare la pandemia ed i disastri che ho combinato ultimamente. È andata dove si è più leggeri, scommetto che è sempre profumata, Chanel N°5 rigorosamente, vestita di viola…lei ama(va) il VIOLA.
Sono ancora convinta che sia la scorsa notte che mi sono fermata a dormire da mia zia, dopo aver seguito con attenzione tutti gli step della sua skincare serale ed aver salutato tutta la sua collezione di fate e folletti prima di metterci a letto.
Eppure…di notti ne sono passate, di “Masca” ne sono cambiate parecchie.
La Masca timida ed introversa, quella che veniva calcolata poco o niente dai suoi compagni ed amici; la sfigatella con gli occhiali che veniva presa in giro per i suoi ” fanalini”, come se essere miope da piccolina non fosse già una scocciatura. La Masca che acquistava pian piano fiducia ma che veniva spintonata perché “non abbastanza bella o con le forme sbagliate”. Sembra una storia triste lo so, ma non lo è affatto! Perché alla Masca incerta è succeduta una consapevole, con le idee chiare su cosa voleva e su quello che voleva essere, una fase di onnipotenza…durata un soffio ma che brividi! C’è stata una Masca che ha infranto cuori e fatto pasticci, alcuni errori che non si perdonerà mai e che non le verranno mai perdonati. Una Masca con il cuore infranto, più e più volte, da persone diverse…anche da coloro di cui non avrebbe mai dubitato. Una Masca con i pezzettini di sé stessa attaccati con lo scotch tra loro alla riscoperta di una felicità diversa, una nuova, speranzosa che, questa volta, non si sarebbe sgretolata fra i suoi palmi. Per non dimenticare la Masca confusa, che non sapeva quale filo conduttore seguire e sbatteva contro realtà che la disorientavano ancor di più…come una mosca che sbatte sui vetri di una finestra, infinite volte, le fa male ma non smette, non vede altre vie di fuga. Poi, finalmente, la Masca che trova la pace nel ritmo della clave, avvolta dalla bandiera cubana e con le scarpette da ballo ai piedi il mondo non le sembrava così insopportabile. Aveva imparato a bastarsi, dopo scelte sbagliate, errori di valutazione e sentimenti confusi. Equilibrio apparentemente stabile che aveva sempre a che fare con il piccolo mostriciattolo nato dentro di lei, che la faceva piangere spesso nel letto la notte. Un esserino che non la abbandonerà mai. Mai perché siamo giunti alla Masca d’oggi quella che inaspettatamente ha trovato la metà che combacia con le sue cicatrici e che sta costruendo un futuro, con tanta fatica. Quel piccolo mostro è sempre in lei ma ormai sa metterlo al suo posto, la maggior parte delle volte; convivono, coesistono e si tollerano. Dopo tutto è una Masca felice quella di oggi, con alti e bassi, con crisi esistenziali e ambiziosi desideri, con una casa sua, il suo compagno e un piccolo cucciolo di cui prendersi cura.
Vi svelo un segreto: questa Masca, quella di oggi, quella che scrive, è tutte quelle Masca, SEMPRE. Quella che rivedrebbe all’ infinito la trilogia de “Il signore degli Anelli” che ama le trame complesse e i colpi di scena; che si commuove ogni volta che sente “Aniron” di Enya (che sente! E non che ascolta) e che odia i ragni cicciotti e gli insetti con troppe zampe. Lo “zippu malignu” di nonna, “l’avvocato delle cause perse” della famiglia, la “sorella scorbutica” di un adolescente in fissa con il gaming e YouTube. È, sono, la fidanzata puntigliosa ma premurosa.
Tutti ricordi, gli anni passati definiscono chi ero e chi sono. Ad oggi, sono felice di poter scrivere di me, della mia famiglia e di tutti gli step che nella vita mi hanno fatto diventare questa mia versione del 2020.
Non è vero che è sempre sbagliato guardare al passato ed ancorarsi alla memoria. Solo girandoci a vedere le orme percorse, i sentieri seguiti e le svolte sbagliate si può creare la base per un futuro su misura per noi. Mi piace ripensare a momenti felici, ai bei tempi ma, se ho imparato una cosa, è che dove c’è luce, c’è ombra, dove c’è bianco, c’è nero, dove c’è bene, c’è male. Sin da piccoli c’è stato insegnato, anche dai cartoni animati: il Cerchio della Vita (Il Re Leone). Non possiamo avere solo il buono, dobbiamo accettare anche il cattivo perché senza uno l’altro non esisterebbe. Se non ci fossero le nuvole e la pioggia non potremmo gioire della giornata di sole, ci pensate? Anche nel tran tran sfrenato delle nostre vite veloci e caotiche non dobbiamo dimenticare mai di piangere alla fine di un bel film o di rileggere quel libro che ci è rimasto nel cuore. Non dobbiamo permettere al traffico della mattina ed al parcheggio introvabile di farci arrendere e smettere di studiare le lingue.
Siamo ciò che siamo grazie a quello che siamo stati ed è inutile cercare altrove le chiavi per una vita perfetta perché siamo noi l’unico mazzo che apre il portone su un futuro alla nostra altezza e delle nostre aspettative, uno che ci calza a pennello.

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